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BARGA: I capolavori dei Della Robbia a confronto.



L’ancona delle stigmate di San Francesco, una reinterpretazione del capolavoro fiorentino di Benedetto da Maiano, a Santa Croce.


Barga zona protetta

Nella seconda metà del ‘300, Barga si sottopone volontariamente al dominio della Repubblica di Firenze per fuggire alla potente e crudele Lucca. Per lo stesso motivo, d’altre città della Garfagnana all’inizio del ‘400 scelsero il Ducato delle Este di Ferrara come protettore.


Durante il XV secolo, i frati francescani che abitavano il conventino di Nebbiana, nella parte più lontana di Barga (tra cui Michele Turignoli fondatore del convento di Santa Elisabetta nel centro storico), si spostarono nel castello di Barga per assistere la popolazione colpita dalla pestilenza. A loro disposizione vennero messi dei locali adiacenti l’oratorio della chiesa del SS. Crocifisso per opera della compagnia dei ‘Battuti della Croce’. Cessata l'emergenza, i religiosi chiesero ed ottennero, prima dal Papa e poi dal Comune, il permesso per edificare un nuovo convento più vicino al centro; venne scelta così l'attuale ubicazione in pian di Gragno, ai piedi delle mura, e nel 1470 iniziarono i lavori. Il convento di San Francesco fu abbellito con delle terre cotte invetriate della bottega fiorentina di Luca e Andrea Della Robbia. La prestigiosa bottega produceva delle opere per i grandi committenti in tutta l’Europa, ma rispondeva anche per la richiesta delle zone periferiche.


L’ancona delle stigmate di San Francesco.

Fra i soggetti artistici illustrando la vita di San Francesco (1182-1228 Assisi), uno in particolare ha avuto grande diffusione. Testimone del momento in cui alla Verna, vicino ad Arezzo, il Santo in estasi riceve le stimmate del Cristo sul suo corpo, ricalcando le ferite inflitte durante la Crocifissione alle mani, al fianco e ai piedi. Fra Leone il suo discepoli preferito, il suo segretario e confessore è presente durante l’evento. Questo episodio è racontato da S. Bonaventura da Bagnoregio nella sua “Legenda Major”: «vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli…» dopo di che riceve le stigmate da questo essere serafico.

L’ancona delle stigmate di Barga è attribuita a Girolamo Della Robbia (1510-1515). È il più giovane dei figli di Andrea, ma non il meno dotato. Amico di Andrea del Sarto, rielabora lo stile classico del padre e del nonno Luca in chiave manierista. Insieme al fratello Luca detto «il giovane», fu tra i più attivi collaboratori nella bottega paterna. Nel 1517 si trasferì in Francia dove lavorò presso la corte di Francesco I e, nel 1529, lo raggiunse il fratello Luca il Giovane. Giorgio Vasari scrive: »da alcuni mercanti fiorentini fu condotto in Francia, dove fece molte opere per lo re Francesco ... e per tutto quel regno fece opere, acquistandosi fama e bonissime facultà».



Una citazione perfetta di Benedetto da Maiano (1442 – 1497)

L’ancona di Barga è ricca di dettagli con delle figure di grand realismo e dei colori che distaccano i due francescani dal fondo: San Francesco inginocchiato è quasi di fronte allo spettatore, Fra Leone seduto fa una torsione portandolo a essere di fronte anche lui allo spettatore. La composizione è una citazione fedele di una scena del pergamo (pulpito) di marmo realizzato da Benedetto da Maiano per il ricchissimo mercante Fiorentino Pietro Mellini nella chiesa francescana di Santa Croce a Firenze.

Sempre il Vasari dice da quest’opera: «il pergamo di marmo che vi si vede, il qual è tenuto cosa rarissima e bella sopr’ogni altra che in quella maniera sia mai stata lavorata,/…/; avendovi Benedetto con molto artifizio intagliato alberi, sassi, casamenti, prospettive et alcune cose maravigliosamente spiccate.».

I tre soggetti, San Francesco, Fra Leone e il Cristo sono i maggiori protagonisti del basso rilievo. Girolamo utilizza la forza dei colori e la grande plasticità che riesce a dare à la sua composizione. San Francesco in particolare è enfatizzato lasciando vedere con tutta la suggestione spirituale le stigmate, come per evidenziare la prova del potere del Santo.

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Toutes les photos sont de

 Bernard Nardini